Negli ultimi anni, a più riprese, il dibattito sulla figura di Pio XII, e in particolare sul suo rapporto con la Shoah, ha conosciuto fiammate di interesse, spesso sostenute da studi privi della necessaria precisione e serietà, oltre che caratterizzati dalogiche di schieramento. Questo breve saggio di Saverio Xeres dapprima presenta il caso storiografico sorto attorno ai “silenzi” diPio XII già a partire dagli anni '40 e ancora aperto, come dimostra il dibattito degli ultimi mesi in occasione della visita di Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma. Su questo sfondo il libro ricostruisce il contesto reale dei fatti e delle condizioni storiche in cui ebbe a operare Pio XII, alla cui luce soltanto si può dare una valutazione corretta delle sue scelte. Tre le domande che strutturano il lavoro e che non vengono eluse da Xeres: il Papa era informato dei fatti? Pio XII denunciò apertamente lo sterminio in atto? Perché scelse di tacere? Le risposte portano a concludere che il silenzio Pio XII sull'Olocausto risulta un innegabile datodi fatto. Meglio: una decisione assunta liberamente e motivatamente. Se è così, non c'è che da prenderne atto, e con un atteggiamento di rispetto, soprattutto in considerazione della complessità di quel momento storico nel quale maturò quella sofferta decisione.
2020/08/28 18:57:43



