Innanzi tutto, perché la quinta Germania? A seguito della tragica vicenda del Terzo Reich sorse idealmente la “Quarta Germania”: quella della divisione, del muro di Berlino e della Guerra Fredda. Superata anche quella fase, la quinta è quella scelta dagli autori per il loro studio, che illumina le vicende essenziali della Germania dal 1990 a oggi, articolando l’analisi in quattro capitoli (oltre all’introduzione e alle osservazioni conclusive). Nel primo, Rafael Poch-de Feliu sintetizza la traiettoria storica che ha portato alla riunificazione tedesca, analizzando con lucidità l’altra faccia della medaglia, cioè la desertificazione industriale dell’ex DDR ad opera della classe dirigente della Germania Ovest, nonché l’incedere dell’egemonia tedesca in Europa (a colpi di una severa svalutazione del costo del lavoro, cosa mai rilevata dai maggiori mezzi di comunicazione italiani). Àngel Ferrero si occupa della parte centrale del volume, tratteggiando i risvolti della politica estera tedesca (nuovo protagonismo internazionale, rimilitarizzazione incipiente) e il fallimento dei partiti di sinistra, o addirittura l’esplicita complicità, dinnanzi all’ascesa della Germania neoliberista. Infine, nell’ultima parte del libro, Carmela Negrete accompagna il lettore in una sorta di viaggio all’interno del mondo lavorativo tedesco: quello che a prima vista potrebbe presentarsi come il “Paese della cuccagna” si rivela essere in realtà una miscela infernale di minijobs, precariato estremo, tirocini non pagati, pensionati obbligati a lavorare per arginare il crollo del loro potere d’acquisto. Un’analisi impietosa delle velleità e delle debolezze di un Paese all’apparenza egemone in Europa.
2020/08/29 11:21:02




