Fernando Acitelli nei suoi Cantos romani compie un viaggio poetico non soltanto interiore, pensato, nelle pieghe d’una Roma oscura, pagana e cristiana, lì dove si narra si svolgessero i sabba erotici, segreti, sfrenati, in onore del dio Pan, e dove poi si riunirono, nelle catacombe, gli adepti della nuova fede, anch’essi invasati da un amore non più carnale, terreno, ma non per questo meno appassionato, meno ardente. Un viaggio alla ricerca di una visione del passato, o di una parola superstite incisa su un muro, magari oscura, incomprensibile, ma in grado misteriosamente di restituire un nuovo senso alla vita, all’amore.
2020/08/28 13:40:16




