Pubblicato nel 1930,Gli ultimi uomini immagina il lungo cammino futuro dell’umanità in un arco di tempo di due miliardi di anni, attraverso diciotto fasi evolutive del genere umano a partire da quella attuale. Ingegneria genetica, esplosioni nucleari, terraforming e viaggi intergalattici: Stapledon propone qui una serie di temi divenuti poi punti fermi del genere, incluso uno dei primi esempi di supercoscienza collettiva di individui in collegamento telepatico tra loro. Filosofo di formazione, Stapledon sviluppa in tal modo una concezione hegeliana degli eventi, immaginando un susseguirsi di diverse civilizzazioni che nel corso di milioni di anni ciclicamente si innalzano e ripiombano nella barbarie- alla fine, l’ultima civiltà raggiungerà un livello definitivodi progresso e pacificazione. La profondità degli spunti contenuti nel libro valsero da subito a Stapledon un grande successo di critica- tra i recensori entusiasti degli ultimi uomini, infatti, ci furono anche Hugh Walpole e Jorge Luis Borges.
2020/08/27 17:13:50




