Il libro prende le mosse dalla lucida percezione della terra desolata in cui si è cacciato un Occidente esausto di consumi, narcisismi, depressioni. Questa estenuazione della nostra civiltà chiede a un cristianesimo un po’ imbolsito di ritrovare la freschezza e la forza dell’origine. Che cosa può nutrirlo nell’attraversamento di questo deserto? Dove puntare lo sguardo per ritrovare l’orientamento smarrito? Uno dei più grandi teologi viventi addita in Dio stesso il grande convitato di pietra della crisispirituale che avvelena il nostro tempo e in esso anche la Chiesa. La possibilità di avere un felice rapporto con Dio è l’orizzontedel destino per ogni uomo. E abbiamo il compito di coltivare questa relazione, in favore di terzi. Il discorso ‘su Dio’, che non rivela vitalità e franchezza di discorso ‘con Dio’, perde peso, evapora. Ecco la svolta: dobbiamo ritornare noi stessi per primi a una profonda esperienza di Dio.
2020/09/16 11:32:12




