La maggior parte delle liriche di Poema di noi (premio Viareggio opera prima nel 1950) è stata scritta negli anni Quaranta, subito dopo la Liberazione. Giorgio Piovano si richiamava prioritariamente a quel filone del “realismo socialista” che allora segnava gran parte della letteratura di sinistra. Di fronte al tumultuoso evolversi degli avvenimenti, al modificarsi dello stesso «modo di far politica», potrebbe apparire anacronistico riproporre – almeno nei termini ai quali ricorreva allora l’autore – quel «bisogno di verità e coraggio» di cui ha parlato Davide Lajolo nella prefazione a Il fuoco e la cenere (1984, edizione fuori commercio) che raccoglie tutte le poesie di Piovano. In realtà esiste un tenace filo conduttore tra le attese di ieri e quelle di oggi, come, d’altra parte, senza quelle speranze, appare arduo capire storicamente le disillusioni che attualmente sembrano serpeggiare in una parte della sinistra italiana ed europea. Sarebbe però decisamente riduttiva una lettura condotta solo in chiave politica e nostalgica. I testi di "Poema di noi" sono ben più complessi, e possono costituire da molti punti di vista una felice scoperta.
2020/08/30 00:43:10



