Come fa una giornalista che vede una madre cullare il proprio bambino morto di stenti a staccare dalla sua carne rabbia ed emozioni?A tenere i fatti separati dalle opinioni? Quali sono le bassezze e gli intrighi, le invenzioni e le idee che un reporter deve usarese vuole diventare importante? Quali sono i grandi direttori? Chi è stato il migliore? Vittorio Feltri o Giuliano Ferrara? Carlo Rossella o Pietro Calabrese? Paolo Mieli o Andrea Monti? Un giornalista è benedetto dai rapporti personali coi padroni oppure l'amicizia col potere è un boomerang? Un libro che risponde a questi interrogativi e racconta tutto quello che un giornalista non può dire quasi mai, intrappolato com'è dalle regole del mestiere e soprattutto imprigionato dal suo carceriere più amato e più feroce: il giornale (che non lascia spazio alle emozioni di chi ci scrive).
2020/08/29 06:49:04



