Questo libro racconta non la Trattativa Stato-mafia, ma la duratura, stabile alleanza tra un pezzo delle istituzioni e Cosa nostra. Non la ricerca di un contatto tra i boss e le divise, ma il permanente canale di comunicazione aperto da settori del nostro apparatodi intelligence e di sicurezza e della politica con l’universo delle coppole. L’intesa permanente che ha eterodiretto le lotte tra clan, i loro esiti processuali, il prevalere di una cosca su un’altra. Una storia sottotraccia, un’altra storia, fuori dalla retorica e dalle verità di comodo, della recente lotta alla mafia. Che passa per la stagione delle stragi e la loro intima ragione, tracciando il profilo di chi ha fatturato il risultato di quell’orrore. Qui i mister X smettono di essere tali e assumono una identità precisa e responsabilità delineate. Hanno volti e identità. In qualche caso del tutto sorprendenti. Il libro individua nel carcere, concentrato delle nostre contraddizioni, tra tentazioni di fermezza e disponibilità ai patti inconfessabili, il luogo in cui è maturata e si è consolidata la linea della debolezza. Oltre i rigori del carcere duro, del 41 bis, e spesso grazie a quelli, una batteria di nuovi collaboratori di giustizia è stata pronta a raccontare tutto e il contrario di tutto. Diventando la pedina delgioco grande. Su questa scacchiera non il falso, ma il vero apparente, il suo doppio e il suo triplo, giocano una partita torbida che ha per posta carriere, quattrini, tanti, ma soprattutto la sopravvivenza di un sistema di potere. Che si fa beffe dell’opinione pubblica e del suo disorientamento. Che fa di Cosa nostra e delle altre mafie un mostro fiaccato ma mai morente. Perfino necessario.Attingendo a migliaia di pagine processuali e agli atti della commissione antimafia, questo libro si avvale anche della testimonianza, inedita, di Franco Di Carlo, un ex boss che nella consuetudine al dialogo con le istituzioni ha edificato la propria carriera criminale.
2020/08/28 05:33:19




