Grande cantore dell'età aristocratica, Pindaro ne celebra nelle sue odi le vittorie sportive: ed esse sono spunto per l'esaltazione della stirpe e degli antenati per l'affascinante racconto di storie di dei ed eroi. Da ciò emerge lo spaccato un'età gloriosa in cuirito religioso e sport erano indissolubili, e breve era la distanza tra l'uomo e la divinità. Questa terza opera di Pindaro, pubblicata dopo le "Istmiche" e le "Pitiche", canta i vincitori dei giochi olimpici, i più importanti e famose dell'antichità greca.
2020/08/28 14:13:29




