La stagione dei processi ai fascisti genovesi inizia il primo giugno 1945. Fra la data della prima sentenza e il 26 dicembre del ’48, le sezioni straordinaria, speciale e infine ordinarie della Corte d’Assise istruiscono e portano a compimento 251 processi giudicando 395 imputati. L’entrata in vigore dell’amnistia Togliatti, nel giugno del ’46 assume i contorni di un vero e proprio colpo di spugna. Genova non fa eccezione. L’applicazione dell’amnistia farà uscire di galera 266 persone giudicate dalla Corte d’Assise e riconosciute colpevoli dei più diversi reati: si tratta di brigatisti neri responsabili di retate e spedizioni punitive, picchiatori della Guardia nazionale repubblicana, spie, cacciatori di ebrei, torturatori di partigiani, professionisti e civili messisi al servizio della polizia nazista, vertici di organi di polizia nazifascista e delle cariche politico amministrative che si erano succedute in città nei venti mesi della Repubblica di Salò. Oggi, in tempi in cui il revisionismo storico, che piange sul “sangue dei vinti”, è giunto a negare l’olocausto e la censura sta tornando di moda, è tornato il momento di parlare dei fascisti genovesi, dei processi che subirono, delle generale amnistia di cui beneficiarono. Questo libro ricostruisce i processi ai grandi criminali del fascismo genovese e soprattutto racconta le storie di tanti insospettabili (primari ospedalieri, sacerdoti, anonimi commercianti) che recitarono il triste ruolo di fiancheggiatori dei nazisti e l’infamia delle delazioni a scopo di lucro che portò alla deportazione di decine di ebrei genovesi. E tutto rimase impunito. In appendice tutti i processi: i nomi degli imputati, le accuse, le sentenze.
2020/08/29 06:44:12



