Avido di esercizio fisico e di nuove sensazioni, Alfred Jarry -che divideva la stanza con l'adorata, e mai pagata, “Clement luxe 96”-ci offre qui un'inedita lettura ispirata a una passione lontana tanto dalla competizione quanto dal cicloturismo, ai quale oppone “l'emozione della velocità nel sole e nella luce”, la possibilità di “catturare le forme e i colori nel minor tempo possibile lungo strade e sentieri sterrati”. E ci mostra i suoi protagonisti -Gesù in derapata sul Golgota, Issione attaccato alla ruota per l'eternità, l'acrobata dei velodromi -dediti, in sella a una bicicletta appunto, all'unico sforzo che per lui importava veramente: la ricerca d'assoluto.
2020/08/27 23:10:53



