La figura del Maestro Gino Bianchi è leggendaria in Italia. Rientrato nella sua Genova alla fine della seconda Guerra Mondiale, ex militare senza occupazione e con una figlia piccola a carico, iniziò a insegnare il Ju Jitsu, imparato dai militari giapponesi in oriente, ottenendo da subito un enorme successo. Avendo intuito che per poter costruire una “scuola” era necessario codificare le tecniche che lui stesso aveva appreso affinché gli allievi italiani in seguito potessero trasmetterle ad altri, decise di strutturare le tecniche in quelli che ancora oggi, a distanza di sessanta anni, sono conosciuti come “i settori”. Pubblicò a propriespese un grande volume fuori formato, con centinaia di fotografie e didascalie di spiegazione dettagliata dal titolo La Dolce Arte del Samuray: in esso era contenuto tutto quello che un atleta o un insegnante doveva sapere: le tecniche, le nozioni di anatomia, i regolamenti di gare, le immagini promozionali, i trofei, i successi: una vera e propria miniera di informazioni. Il presente volume riprende fedelmente tutto il testo, le fotografie e quanto presente nell’edizione originale, ma rendendolo fruibile per il moderno lettore. Il testo è impreziosito da un ricordo scritto dalla figlia del Maestro Bianchi, da un vivacissimo affresco del Maestro scritto da uno dei suoi primi “mitici” allievi- conclude il tutto un quadro generale del Ju Jitsu in Italia e nel mondo scritto dal M° Giancarlo Bagnulo, Presidente Commissione Nazionale Ju Jitsu del C.O.N.I. - FIJLKAM.
2020/08/29 17:07:24




