«È in atto un processo di decostituzionalizzazione del sistema politico italiano. Questo processo si è manifestato nella costruzionedi un regime personale basato sul consenso o quanto meno sulla passiva acquiescenza di una parte rilevante della società italiana auna lunga serie di violazioni della lettera o dello spirito della Costituzione. Il suo aspetto più grave consiste nel rifiuto opposto dall’attuale ceto di governo ai limiti e ai vincoli costituzionali imposti alle istituzioni rappresentative. Ne è conseguitala progressiva trasformazione di fatto del nostro sistema politico in una forma di democrazia plebiscitaria fondata sull’esplicita pretesa dell’onnipotenza della maggioranza e della neutralizzazione di quel complesso sistema di regole che costituisce la sostanza della democrazia costituzionale. L’idea elementare alla base di questa pretesa è che il consenso popolare è la sola fonte di legittimazione del potere politico e può perciò legittimare ogni abuso e delegittimare critiche e controlli. L’intero edificio dellademocrazia costituzionale risulta minato alla radice: dall’insofferenza per il pluralismo politico e istituzionale- dagli attacchi alla separazione dei poteri, alle istituzioni di garanzia, all’opposizione parlamentare, al sindacato e alla libera stampa- dal rifiuto, in breve, del paradigma dello stato costituzionale di diritto quale sistema di limiti e vincoli legali imposti a qualunque potere. Di qui la necessità non solo di difendere, ma anche di ripensare e rifondare il sistema delle garanzie costituzionali. Solo un rafforzamento della democrazia costituzionale, attraverso l’introduzione di nuove e specifiche garanzie dei diritti politici e della democrazia rappresentativa, consente infatti di salvaguardare e di rifondare sia l’una che l’altra.»
2020/08/30 05:42:07



