Un charming man capace di incantare il pubblico, un musicista eclettico, un punk affascinato da voci femminili senza tempo, come quelle di Billie Holiday e Nina Simone, dall’energia dei Led Zeppelin e dalla sfrontatezza dei Dead Kennedys, un artista in costanteconflitto con le logiche di mercato imposte dai discografici. Uno sperimentatore curioso, un chitarrista timido e talentuoso che ungiorno, per la meraviglia dei presenti, illumina e scalda la sala di un piccolo club dell’East Village newyorkese con la sua voce potente e pura, dai registri ampissimi. Un figlio d’arte, di un padre zingaro dall’anima inquieta che abbandonerà lui e sua madre ebbro di musica e di sperimentazione, e che Jeff incontrerà solo un paio di volte, imparando a conoscerlo e amarlo attraverso le suecanzoni. Un padre, Tim Buckley, da cui erediterà una voce fuori dal comune, e di cui condividerà la fine tragica e prematura. Un disco di culto, GRACE, che da solo basta ad annoverare Jeff Buckley tra i musicisti più stimati e compianti della storia del rock. Una figura a tratti controversa, di cui Jeff Apter riesce a far emergere il lato più solare e sconosciuto, grazie alle testimonianzedi amici e collaboratori raccolte in più di due anni di ricerche. In questa biografia Apter affronta, indaga e racconta la storia del cantautore californiano a più di dieci anni dalla sua tragica scomparsa, ma il retaggio di Jeff nel mondo della musica è vivo e attuale: riecheggia nelle canzoni di Radiohead, Coldplay, Muse, nell’universalità della sua versione di Hallelujah di Leonard Cohen,nella devozione mistica che gli riservano musicisti, affermati e no, in ogni angolo del pianeta.
2020/08/28 07:43:09



