La poesia di Stefano Simoncelli si insinua furtiva nelle camere fredde di squallidi hotel dove si incontrano gli amanti. Si mischia a corpi nudi imperlati dal sudore del piacere, si fa lenta come carezze preliminari, freme d’intensità nel momento che precede l’orgasmo, sciogliendosi poi in versi di puro godimento.
2020/10/27 13:00:38



