A 19 anni, Giorgio Ferrero lascia la Facoltà di Ingegneria di Torino e sale sulle Alpi liguri a fare il partigiano. Poi, un brutto Natale, lo arrestano e lo deportano a Mauthausen. Il Natale successivo è ancora nel lager, da molti mesi nel sottocampo di Ebensee. Gli fanno fare il manovale comune, a spostare pietre. Poi scoprono che sa usare gli esplosivi – quelli degli attentati antifascisti – che adesso servono ai nazisti per la costruzione di gallerie. Lo fanno diventare un Technik Arbeit, uno specializzato che deve lavorare per loro. E lui lo fa. Altrimenti perde il suo posto, non aiuta più se stesso e nemmeno i suoi compagni. Lui ci prova, in tutti i modi, eppure i suoi amici non ce la fanno lo stesso. Quando torna a casa, è l’unico che può raccontare. Ma nell’Italia del dopoguerra, chi lo vuole ascoltare?Sessantatré anni dopo la liberazione di Ebensee, Giorgio si trova davanti ai ragazzi di una quarta liceo. Raccontare il lager è una fatica estrema, sempre. Ma l’affronta e ne nasce questo libro che vede due generazioni a confronto.
2020/08/28 23:00:27



