L’osservazione degli avvenimenti complessi e per certi versi contraddittori che videro l’evolvere sullo stesso territorio di due schemi diversi di propulsione del credito cooperativo permette a noi oggi di fare una comparazione tra la politica espansiva della Banca Popolare con la sua penetrazione sul territorio attraverso la creazione di filiali e l’assorbimento di altri istituti, e quella più articolata del sistema piccolo credito-casse rurali, tendenzialmente una rete funzionale di auto-nomie, fatta da una banca con le sue filiali, ma anche da altri piccoli istituti autonomi.La nostra attenzione sarà rivolta soprattutto a questa “altra”cooperazione, meno nota di quella più famosa generata da Luigi Luzzatti e da Tiziano Zalli.Si mostrerà l’evoluzione anche contraddittoria di questo piccolo network costretto ad affrontare un modello nuovo, ma sempre tentato dal più semplice ricorso all’antico. Lo si vedrà barcamenarsi nella costruzione di un percorso inusitato, stretto tra la volontà di mantener fede ad alcuni principi, ma costretto a fare i conti con una normativa in evoluzione e con un mercato sempre più esagitato.Si seguirà la vicenda per quasi tutto un secolo, partendo dalla creazione della Banca del Piccolo credito S. Alberto ed arrivando al momento in cui una banca di credito cooperativo nata da quell’antico ceppo ideale ha fatto riapparire, con una sede centrale, la cooperazione di credito di ispirazione cristiana nella città di Lodi.(dalla Premessa di P. Cafaro)
2020/09/09 02:48:44



