Uscì da un piccolo ma raffinato editore bresciano, L’Obliquo. Era il 1997. Dopo i primi due libri degli anni Ottanta, Il prato bianco era la terza raccolta di Scarabicchi, dedicata a Franco Scataglini, grande figura poetica e umana. Prati, serre, fiori, alberi: le descrizioni di Scarabicchi sono realistiche, ma anche metafore a indicare una cura delle cose, delle persone, di se stessi. Paesaggi e natura, ma natura accudita, non selvaggia, e questo accudimento meticoloso sembra essere la cifra dell’umanità che emerge da questi versi. Così come si accudisce un roseto, con pazienza e amore, vanno intesi i rapporti familiari, con gli amici, con gli estranei, con gli oggetti del mondo. Il tratto sentimentale dominante è la malinconia, e il cuore del libro affronta malinconicamente ma senza drammi il tema della morte.
2020/09/14 08:42:56




