Il libro è articolato in due parti: nella prima, teorica, si introduce l’argomento come fenomeno sociologico, non esplorato nel nostro paese- nella seconda parte, empirica, si propongono 5 ricerche condotte nei vari ambiti della mediazione simbo-lica della realtà nei vecchi e nuovi media.La sociologia dell’immaginario è una sociologia di profondità perché tenta di cogliere le motivazioni profonde, le dinami-che che soggiacciono e animano le società umane. A differenza di una sociologia di superficie, bastasu inchieste e sondag-gi, la sociologia dell’immaginario non è un campo specifico della sociologia definito chiaramente dal suo oggetto, ma co-stituisce al momento attuale, un punto di vista privilegiato della vita sociale perché, interessandosi alla dimensione imma-ginaria delle relazioni tra gli individui, di fatto è trasversale a tutti gli ambiti di analisi. Per questo lo studio propone indagi-ni empirichesui miti, valori, modelli di comportamento, eroi, proposti dalla televisione occidentale, araba e dei paesi dell’est, dai videogiochi, dai giochi di ruolo on line, dai giochi dei telefoni cellulari.Le ricerche sono state tutte condotte con il metodo dell’analisi del contenuto e da esse emerge complessivamente un rac-conto fantastico popolato prevalentementeda maschi, forti e capaci, ispirati da un’etica protestante che si evolve dal purita-nesimo fino al cinismo, oppure da una morale scintoista che in sintonia con la natura e feconda del culto degli antenati promuove il sacrificio di sé e l’ottenimento dell’identità sociale. Soprattutto però ciò che appare è la mancanza di ribellione di eroi che per andare bene a tutti non appartengono più a nessuna cultura e che per vivere decenni sugli schermi non si ri-bellano al fato, non diventano mai grandi attraverso riti di socializzazione e di fatto promuovono un’integrazione sociale basata sul conformismo delle loro azioni continuamente iterate.
2020/08/29 10:33:02



