Apparso per la prima volta nel 1930, questo libro-romanzo che raccoglie i ricordi della Grande Guerra ha rivelato Comisso come uno dei più grandi scrittori italiani ed è considerato da alcuni critici, tra i quali Carlo Bo, forse superiore ai celeberrimo "Addio alle armi" di Ernest Hemingway. La gioventù dei soldati, la dolcezza delle donne friulane, la virile eleganza degli ufficiali, l'indicibile stanchezza dei veterani reduci dal fronte scaturiscono dal racconto con spontaneità, non più composti dalle mani dell'uomo ma per una sorta di forza naturale, e lo stesso può dirsi delle situazioni della guerra: la serenità che si riesce miracolosamente a ricomporre a pochi passi da un terreno devastato dai bombardamenti, la malinconia ispirata dalla disastrosa rotta di Caporetto, la solidarietà che viene a crearsi nella pause o nei momenti eroici di un'immane e incomprensibile tragedia.
2020/08/28 06:23:42



