Spine nere sono parte di due mondi della vita dell'autore: di un mondo in apparenza latente in lui, ma in realtà assolutamente vivo,e dell'altro, quello della quotidianità, di un non luogo che narra di esilio e di sfida. Due mondi che diventano soggetto di una raccolta strappata alla profondità del suo io centrale. Appunto, spine nere che trafiggono silenzi, vertigini, solitudini, ferite, lingue, diventando la cifra di una nuova etica. Su questo sfondo s'innalza anche la figura della madre del poeta: metafora eterna, carica di universalità, attraverso un colloquio continuo, in cui angoscia e dolore di lei si disperdono oltre lo spazio temporale diquesta raccolta, regalandoci emozioni che sgomentano. È proprio questa transitorietà di ieri e questo tremore quotidiano a creare la poesia di Hajdari, che a sua volta si nutre di echi lontani sorti dall'epica albanese, trasformandosi in un canto che fa venire ibrividi. Jozef Radi
2020/08/27 17:12:25



