Tom ha molte storie da raccontare. Suo figlio le ha ascoltate quasi tutte, anche molte volte. Ma questa è diversa. Introdotta dal ricordo di un’espressione scomoda ed inappropriata riguardo una presunta “anormalità genetica” nei comunisti, vede i suoi albori rivelarsi negli anni trenta. Con un secondo conflitto mondiale alle porte e la sete di conoscenza di un giovane medico chirurgo, l’idea è quella di analizzare con rigoroso metodo scientifico la provenienza cerebrale di determinati comportamenti. A quanto pare, qualcosa di particolare è stato trovato nel cervello di un santo. Qualcosa di riscontrabile anche in altri cervelli di persone altrettanto particolari. Un addensamento, un’area diversa, con cellule “più esili e indifese, così diceva.” Un altro medico come guida attraverso questo percorso affascinante, meraviglioso eppure confinato ben oltre i limiti dell’assurdo. Paradossale come la quantità di vittime mietute dalla seconda guerra mondiale abbia offerto una straordinaria fornitura di materiale da studiare, una volta concentrata l’attenzione sulla ricerca degli elementi costitutivi di un cervello classificabile come “F”, ovvero sorgente di comportamento fanatico. Su tutto ciò, i primi anni quaranta, quelli che hanno scosso il mondo, scorrono con le loro atrocità, ma quasi in sordina, scivolando dentro le vite passando per i buchi delle serrature, sotto le porte, dentro le tasche, raccontati in modo assolutamente anticonvenzionale. Dove si deve collocare una ricerca come questa? È etica? È giusta o giustificabile? È sensata?Quando la vita serpeggia attraverso uno dei periodi più inconcepibili della storia, è davvero possibile che riesca ad evitare ogni ostacolo oppure qualche colpo lo deve ricevere?
2020/08/30 12:10:36




