Quello che è strano, via, uno degli ultimi scritti di Beckett, riprende il grande tema della sua opera: la solitudine dell’uomo contemporaneo e la sua paradossale resistenza all’oscuro destino di annientamento che lo sovrasta. Il curatore, il poeta Roberto Mussapi, così scrive nella prefazione: «Il contesto di Quello che è strano, via è quello tipico di Beckett, che comporta la morte dell’Immaginazione. L’immaginazione è lo spazio d’avventura celato nelle forme della natura e del mondo. La morte, o l’immobilità dell’immaginazione, costituisce il nodo del vero nichilismo di Beckett, che da quel punto inizia un percorso verso una possibile zona di luce, peraltro mai raggiunta».
2020/10/05 08:26:43




