Fin dagli anni quaranta Primo Levi si dedica a scrivere racconti ispirati ai temi della medicina, della biologia, dell’ecologia, della chimica: storie brevi dove si affrontano le trasformazioni che le applicazioni di queste scienze possono introdurre nella vitadell’uomo e nell’ambiente che lo circonda. La fantascienza (o un qualcosa che non è proprio fantascienza ma che risulta più avvincente ancora) è un genere di narrazione che Levi praticherà tutta la vita: ed è una scrittura sperimentale, scrupolosamente realistica, misuratamente visionaria, saporosa di ironie. Nel 1966 esce – firmato con uno pseudonimo e accompagnato dalla fascetta editoriale “Fantascienza?” – il suo terzo libro Storie naturali- cinque anni più tardi la nuova raccolta Vizio di forma. In entrambii libri, grazie al rigore della fantasia e alla felicità dello stile, Levi instaura un dialogo fecondo tra le “due culture”, umanistica e scientifica. Nella settima Lezione Primo Levi, Francesco Cassata ricostruisce queste due avventure narrative in ogni loro aspetto: le vicende storiche, le fonti scientifiche, le implicazioni letterarie, politiche, morali, mitologiche.
2020/08/30 14:40:45




