A diciotto anni Temple Grandin si costruì una macchina per gli abbracci- aveva vistoche le mucche diventavano mansuete dentro la gabbia di contenimento usata dal veterinarioper visitarle, e aveva intuito che uno strumento simile avrebbe potuto calmareanche lei.Così, con due assi di compensato che si stringevano dolcemente ai latidi una panca, realizzò lo strano congegno. Che funzionò a meraviglia. E Temple,ragazzina autistica con molti problemi di relazione, capì di avere una speciale affinitàcon gli animali. E capìche per essere felice avrebbe dovuto studiarli e stare con loro ilpiù possibile. Ma che cosa hanno in comune gli individui autistici e gli animali. Rispondonoagli stimoli esterni in modo diverso dalla norma, e tuttavia secondo regoleprecise, con un linguaggio interiore coerente e un'attenzione concentrata su particolarivisivi, uditivi e tattili che a noi sfuggono del tutto. Un abbraccio, per esempio, perun'autistica come Temple Grandin, incapace di capire i rituali della socialità, non èche un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori. Ecco perché deve rifugiarsidentro una macchina, se vuole provare senza complicazioni il piacere di essere abbracciata.Agli animali capita lo stesso con una grande varietà di stimoli, che interpretanosecondo i loro codicispecifici. Un impermeabile giallo appeso a un cancello per noinon ha alcun significato particolare, ma per una mucca è un segnale preciso, che ingenere scatena reazioni di panico. Per scoprire questa correlazione inaspettata ci vuoleuna mente fuori dal comune, capace di vedere la realtà dal punto di vista dell'animale.Capire il linguaggio degli animali non è solo un'avventura intellettuale,ma anche unmodo concreto per imparare a comunicare con loro: grazie a una donna autistica e alsuo affascinante mondo interiore, oggi siamo in grado di farlo.
2020/08/30 08:39:41



