C'è una delicatezza avvolgente, nei versi di questo libro. Un tocco lirico leggero che sembra cercare pace, sembra chiedere appagamento alla calma, che è però una calma ambigua. Mariella Cerutti Marocco esordisce con una discrezione di accenti che è anche prova della necessità dei suoi versi, del loro bisogno d'esserci senza traccia d'enfasi. Si manifesta dunque con una semplice asciuttezza di pronuncia che è una persuasiva dimostrazione di stile e gusto, ma anche di verità di un sentimento dell'esistere che non chiede di esprimersi a voce alta. Queste "Nuvole di nulla" si presentano come una sorta di diario lirico sparso, nel senso che l'autrice sembra aver annotato, su foglietti che non si è curata di datare, il quotidiano depositarsi delle sue impressioni, la loroparte più vera e intima. Nella saggia consapevolezza delle cose e del loro imperturbabile svolgersi e sfumare, si realizza l'autenticità di questa poesia, nel suo gentile amore per la luce del giorno che si accende, e nella sua paziente attesa: ben sapendo che nell'ultimo ritorno a casa ci sarà solo il buio ad accoglierci. (Maurizio Cucchi)
2020/08/30 13:26:17



