Nell’aprile 1940 a Katyn, nella zona di Polonia da loro occupata, i sovietici fucilarono circa quindicimila tra ufficiali e «nemici di classe» polacchi. Il massacro venne poi scoperto dai nazisti allorché a loro volta occuparono quelle aree dopo l’attacco all’Urss. Quella scoperta fu l’inizio di una lunga guerra di propaganda e disinformazione. I sovietici, accusati della strage dai tedeschi, restituirono le accuse al mittente orchestrando una campagna di falsificazione cui gli Alleati, durante la guerra, non ritennero di opporsi- come in sostanza non lo ritennero (in particolare gli inglesi) nel dopoguerra per ragioni di opportunità e di «distensione». Solo ai tempi di Eltsin sono stati resi pubblici i documenti che comprovano la responsabilità sovietica. Basandosi suquei documenti Zaslavsky in un saggio breve e affilato ha ricostruito l’intera vicenda, poi portata sugli schermi dal regista Andrzej Wajda con il film «Katyn».
2020/10/11 23:13:05



