E’ la penna dello scrittore, è la cinepresa del regista, è il linguaggio del paziente a presentarci il mondo. Analizzare in chiave costruttivista post-razionalista pellicole e libri utilizzando le organizzazioni di personalità come chiavi di lettura della vita diuna pianista russa dei primi del Novecento o di una donna inglese di duecento anni fa, deve essere inteso come un esperimento audace se non velleitario, un tentativo di portare "oltre" lo strumento per vedere se "regge" nella trasposizione spazio temporale. Da qui il senso del titolo, l'idea dell'incursione, di uscire dalla diade terapeuta/paziente per vedere cosa succede ad usare le organizzazioni di significato nei mondi protetti e fascinosi del cinema e della letteratura. La scelta delle opere trattate è varia,da classici intramontabili come Via col vento a film recenti come Mirror Mirror, passando da Simenon, Pavese, Nanni Moretti.
2020/08/29 21:29:34



