La storiografia sullo sport, come fenomeno di massa e di costume, da tempo reclama un adeguato bagaglio di conoscen-ze e interpretazioni critiche. In questo ambito un passaggio nodale è sicuramente il periodo fascista, una delle fasi in cui maggiore è risultato l’intervento e il controllo dirigistico dello Stato in tutti i settori della vita pubblica, dalla cultura al tempo libero.In tal senso il tentativo di “sportivizzazione” condotto dal regime nel Ventennio (lo sport “per tutti” veico-lato dall’associazionismo e l’agonismo di vertice affidato al CONI e alle Federazioni) appare effettivamente un punto di svolta e d’osservazione privilegiato attraverso cui valorizzare la storiografia sportiva.I contributi contenuti in questo volume, introdotto da Felice Fabrizio, offrono un ampio ventaglio di prospettive: dalle vicende istituzionali e sociali interne alle diverse discipline(calcio, ciclismo, alpinismo, nuoto) all’uso propagandistico dei mezzi di comunicazione di massa (stampa, radio, cinema, fotografia)- dai casi locali (Roma, Torino, Milano, Ber-gamo, Cremona, Como, Busto Arsizio, Novara) all’architettura- dalla medicinasportiva all’olimpismo- dal ruolo della donna al contesto universitario- dallo sport in ambito internazionale a quello esportato nelle colonie. Tante differenti angolature (con scritti di A. Papa, M. Impiglia, A. Lombardo, A. Pastore, D. Marchesini, L. Russi, S. Finocchiaro, A. Teja, D. Cante, G. Panico, R. Grozio, C. Bertieri, P. Ferrara, L. Rossi, L. Toschi, F. Collotti, C. Bonello, S. Pace, S. Giuntini, L. Condini, M. Mondoni, A. Brambilla, L. Moia, M. Guella, A. Locati, P. Pozzi, G. Accame, P. Dogliani, P. Renna) dimostrano quanto la storiografia sullo sport si presti a completare la storia del Novecento e in particolare a ri-leggere analiticamente la nostra storia nazionale
2020/08/29 03:05:05



