Fino a qualche decennio fa, la merenda era per le mamme e per i ragazzi un momento magico della giornata: il rito del richiamo “A merenda!” interrompeva i giochi o i compiti. Come in un incantesimo, i sapori, i profumi e le consistenze delle antiche preparazionierano elisir per ricaricare le energie a metà pomeriggio e sono rimaste nella memoria di intere generazioni. I ragazzi di oggi non subiscono più lo stesso incanto a sentir pronunciare questi nomi e anche la parola “merenda” ha acquisito un suono anonimo, meccanico, banale. Ovviamente tutto è cambiato, i ritmi della loro vita, del gioco e dello studio, gli spazi della loro libertà e della fantasia. Così anche le materie prime sono mutate: snack e merendine preconfezionate, dai sapori chimici, c’entrano come “cavoli a merenda” con la necessità di sentire, attraverso tutti i sensi, la gioia di essere bambini. Questo libro ha l’obiettivo direstituire alla merenda il perduto fascino. Il volume propone tantissime ricette dolci e salate delle diverse tradizioni italiane, presentate in chiave fantasiosa, ironica e poetica, con molti aneddoti e curiosità, accompagnate da illustrazioni e fotografie. Per ricordarne qualcuna: l’acetella (pane aceto e sale), i biscotti a girella bicolori con cacao, il budino di una volta (fatto con farina e tavolette di cioccolato), le frittelle di castagne, pane burro e zucchero, la pitta pugliese, la polenta coi tozzi, la somad’aglio…
2020/10/11 14:28:49




