Il mistero della camera chiusa, uno dei sottogeneri in cui si è ramificato il giallo nella sua età d'oro, costituisce una delle sfide intellettuali più intense e appassionanti dell'intera storia del poliziesco. La ricetta è semplice quanto geniale: un delitto compiuto in modo tale che nessuno possa esserne l'autore. Una delle variazioni più riuscite è questo romanzo di Ellery Queen del 1934, l'ottavo pubblicato dai due cugini giallisti.Il racconto inizia quando, nella stanza ermeticamente sigillata di un grande albergo, viene trovato il cadavere di uno sconosciuto. L'uomo, morto con la testa fracassata da un pesante attizzatoio, non può certo essersi suicidato. Ma un elemento, apparentemente assurdo, rompe la ferrea logica che domina i romanzi gialli. Infatti l'uomo indossa gli abiti alla rovescia, così come sono rovesciati tutti gli elementi dell'arredamento, dai quadri ai mobili. Perché? Un enigma straniante e fascinoso che Ellery Queen propone ai lettori in un racconto magistrale, definito dal critico Julian Symons "una fra le migliori storie poliziesche mai scritte".
2020/08/28 10:02:46




