Davide Ferrario racconta la scherma come farebbe un film, partendo da un primissimo piano su un atleta fermo in pedana per poi allargare l'inquadratura, andando avanti e indietro nel tempo: un'arte incontrata da adolescente, un po' dimenticata per i casi della vita, ma poi meravigliosamente riscoperta e mai più abbandonata. Sulla pedana si impara a conoscere se stessi, e la maschera, confine tra il "sé" e il mondo, è una porta che si apre e si chiude su un'altra dimensione, qualcosa che ha a che fare col "chiudere il mondo fuori". Esattamente quello che succede quando si spengono le luci in sala: si entra in un mondo di ombre, riflessi e silenzi, e ci si prepara a incontrare qualcosa che sta "di là". Un combattimento è come un film di cui si è allo stesso tempo attori, registi e spettatori.
2020/08/30 11:10:00




