L’opera di Erodiano ripercorre la storia degli imperatori romani dal 180 al 238, cioè da Marco Aurelio a Massimino il Trace, passando per Comodo, Settimio Severo, Caracalla, Eliogabalo e altri meno famosi. Marco Aurelio viene esaltato come modello di perfezione per lo spirito liberale del suo governo e viene usato come metro di paragone per valutare la decadenza che si instaura dopo la sua morte. Il punto più basso si raggiunge con Massimino il Trace, che “era mezzo barbaro”, rozzo e incolto. Al di là delle valutazioni, il racconto di Erodiano è comunque prezioso per la messe di dati, oltre che avvincente per le qualità della scrittura, e ci permette di indagare le vicende del terzo secolo come pochi altri autori. L’edizione riprende quella storica pubblicata da Sansoni nel 1967, da molti anni fuori commercio, con l’aggiunta di un originale e bellissimo saggio introduttivo di Luciano Canfora che mette in luce le varie interpretazioni del tardo impero secondo le varie epoche, le ideologie e i diversi modelli di classicità che si sono succeduti dalla fine dell’Ottocento fino a oggi.
2020/09/24 20:36:40




