Concepiti separatamente per occasioni diverse, e presentati per la prima volta insieme, i testi di questo libro ruotano attorno ad alcune costanti tematiche che riguardano lo spazio, il viaggio, il senso, con una particolare attenzione per la prospettiva discorsiva e critica generata in ambito occidentale, per lo più anglosassone. Fu soprattutto inglese la conquista e la mappatura degli antipodi australi - una meta "estrema", immaginata e mitizzata fin dall'antichità ma legata alle imprese di Cook e Darwin. Quello che si inscrive in un viaggio è un senso mediato, che si costituisce all'incrocio tra antropologia e cultura, costruito dai molti sguardi e racconti degli indigeni e dei viaggiatori, e dai complessi discorsi generati e assorbiti tra passato e presente. E quando il transito accelera e le mediazioni si moltiplicano, come per le odierne società della mobilità radicale descritte negli ultimi capitoli, il discorso sui luoghi si addensa e il senso si fa mediatico, sino a creare una "economia della trasgressione" o luoghi concettuali altrimenti impensabili, come nel caso della "letteratura per l'aeroporto". Saturati gli spazi, colonizzati i luoghi, è con il tempo che gli odierni soggetti "in transito" si trovano allora a combattere.
2020/08/27 19:06:06



