Di Vincenzino Buono sappiamo poco o niente. Ciò che ci è rimasto di lui è ciò che avete tra le mani. "La fata dell'Epomeo" ci catapulta in un'Ischia degli anni '30 del XX secolo. Tra le righe è possibile cogliere tutte le sfumature che animavano l'isola di quell' Epoca- un'isola ancora incontaminata e vergine. Un' isola dimenticata ma ritrovata grazie ad una ricerca che portò al ritrovamento dell'unica copia rimasta conosciuta. Da quella copia è nato il presente lavoro. Tutto è stato rispettato affinché di quel lavoro non se ne perdesse la memoria.
2020/08/29 11:48:26




