Lei, una ragazza, lui sposato con una nidiata di figli- lei 14 anni, un passato dignitoso ma modesto, un futuro con pochi amici, ma un Re, nel cuore. Comincia così in un autunno tiepido e verde, nel castello di Racconigi, la più grande e recente fiaba reale d’Italia. Buona, affabile, generosa: questi gli aggettivi che più ricorrono negli scritti che parlano di Rosa. Per il re dev'essere stata soprattutto dolcissima. Carina, non bellissima, ha saputo tenerlo con sé tutta la vita strappandolo spesso alle luci del trono, mettendogli le pantofole, proteggendolo, non chiedendogli mai nulla, offrendogli tranquillità. Di lei il ritratto più onesto lo offre la rivale, Laura Bon: "Una giovane bellissima di forme assai sviluppate, con sguardi che rapivano, capelli neri, carnagione tendente al bruno, ma vivida, freschissima- l'insieme del volto era un incanto- essa respirava la grazia, la forza...". Vittorio Emanuele è pazzo di lei e, pur non disdegnando frequentissime scappatelle e relazioni temporanee, vede in Rosa la donna della sua vita. Nasce così il mito, intramontabile, della “Bela Rosin”.
2020/08/29 10:11:20



