“Eccoci qua, un’altra volta in viaggio, più poveri e più numerosi di prima. Che brutto scherzo mi ha fatto la vita! In piedi, sferzata dal vento, con un fagottino in braccio bagnato di lacrime e spruzzi di acqua salata, mia madre guardava il profilo di quella terra che si era presa suo marito e le aveva fatto cadere i denti e portato sei figli…” La storia di una famiglia operaia vicentina che, come tante, parte alla ricerca di una terra e di un futuro migliore. Segue un periodo di avventure e varie vicissitudini, con il padre che si dedica quasi esclusivamente alla sua passione per la musica mentre i figli, ancora piccoli, lavoreranno in un cotonificio. Finché la madre, stanca di quella vita tribolata e delle assenze del marito, decide di tornare in Italia sola, con i sei figli: il più grande ha quindici anni, il più piccolo appena nove mesi. Viene assunta al Lanificio Rossi di Pievebelvicino come filatrice e i figli faranno via via i “petacai” e poi i tessitori. Inizia un lungo periodo di conflitti sia in casa che in fabbrica e in paese. Un romanzo di sentimenti, disagi e passioni di una famiglia le cui vicende si sono intrecciate nella prima metà del secolo scorso con quelle del nostro Paese. Il romanzo è ispirato a una storia vera- l’autrice si è avvalsa di testimonianze scritte, di racconti di famiglia, di stralci di documenti dell’epoca e di ricerche compiute da alcuni storici. Per riscoprire cosa è stato il Veneto famigliare del Novecento.
2020/08/28 00:08:43




