Un’incredibile avventura, quella umana e letteraria di uno dei nostri scrittori e giornalisti più eccentrici, Stefano Terra, pseudonimo di Giulio Tavernari. Personaggio affascinante e misterioso, vissuto a lungo in Grecia, sua seconda patria, collaboratore de Il Politecnico di Vittorini, prestigiosa firma de La Stampa, amato da Bo, Falqui, Pampaloni e dai maggiori critici del Novecento,questo fuorilegge della letteratura da anni dimenticato pubblicò per Bompiani, Einaudi, Mondadori e Rizzoli romanzi realisti all’epoca di grande successo, come La generazione che non perdona, Le Porte di ferro, Albergo Minerva e Alessandra, con il quale vinse il Premio Campiello. Di forma zione cosmopolita, militante per indole, fu corrispondente estero tra i Balcani e il Le vante, ed ebbe modo di conoscere e vivere sulla propria pelle il regime jugoslavo di Tito come poi la dittatura dei colonnelli in Grecia. Di tutto ciò, e molto altro, racconta questa biografia letteraria che si compone per frammenti compatti, nuclei narrativi di grande resa stilistica ed emotiva, con un andirivieni temporale che le conferisce un ritmo da documentario di parole, frutto di un lavoro d’archi vio di anni. Così il libro di Massimo Novelli illumina pagine di storia poco indagate, come quella degli intellettuali che svol sero attività antifascista al Cairo o quella del quotidiano milanese di Giustizia e Libertà Italia libera, e riferisce anche della febbrile militanza politica e culturale che Terra condivise con l’armata di grandi «irregolari»: scrittori, poeti, arti sti surrealisti e trotzkisti, da Albert Cosse ry a Lawrence Durrell, a Ramses Younane, a Loutfallah Soliman, a Georges Henein. Henein che dell’amico e compagno Stefano darà la più suggestiva definizione: «Un giornalista e poeta che rappresentava per noi, il corrispondente particolare degli dei, l’inviato speciale dell’Olimpo».
2020/08/30 09:14:45




