Il romanzo si apre con Zweig che racconta in prima persona l’ultimo giorno della sua vita e ne ripercorre le tappe principali, i momenti più importanti, la quotidianità, le letture, le conferenze per le Americhe, gli incontri. Nella seconda parte del romanzo, l’Autore immagina, e quasi dimostra, come alla base della morte di Stefan ci sia una congiura di nazisti brasiliani di Petrópolis, iquali, tra le altre cose, sanno in anticipo che non sarà fatta nessuna autopsia dopo la morte, come invece imponeva la legge brasiliana. E, d’altronde, anche le indagini della polizia mettono in luce una serie di inadempienze e di incongruenze. Nell’ultimo capitolo, siamo ora nel 2000, l’azione si svolge, in un’aula della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di San Paolo, dove due studiosi in carne e ossa discutono della morte di Zweig e Lotte: perché i funerali sono stati fatti così in fretta? Perché non è stata fatta l’autopsia? Perché la morte dei due è stata così male indagata? Dal canto suo l’Autore così conclude il romanzo: «Nel frattempo, tempus fugit. E, fuggendo, nasconde molte cose, illuminate in seguito da lampi, ma solo per pochi istanti, senza che tutti possano.
2020/08/28 09:15:51



