Fervore, vis polemica, ironia e piacere narrativo caratterizzano questa silloge di elzeviri, i quali, oltre e più che testimoniare degli interessi polivalenti dell’autore, rispondono a un suo bisogno profondo: quello di puntare la propria attenzione su questioni attuali, più quotidiane, più connesse ai fatti della vita. Quasi un «contrappeso», dunque, all’altro lavoro di studioso e formidabile conoscitore d’arte, ma a esso intimamente collegato: non tanto il rovescio della medaglia, quanto piuttosto l’altro piatto della bilancia, il mezzo per congiungersi col mondo di tutti i giorni lasciando le carte più «sudate» e scendendo da una cattedra sulla quale, del resto, egli non s’è neppure mai sognato di salire.Oppure per dire la sua su fatti clamorosi che hanno messo a soqquadro l’Italia, come l’affaire Modigliani o il «caso » Guidoriccio, non esitando a ridicolizzare provincialismi o spirito di consorteria. Oppure ancora, svestendo l’abito del polemista, abbandonarsi all’estro narrativo e descriverci incredibili personaggi, trovare il bandolo della matassa di complicate vicende, regalarci un gustoso racconto mantenendo sempre intatti l’eleganza e il vigore espressivo. Perché, per quanto variopinto possa essere l’inchiostro, una è la «penna» che lo diffonde, una lalingua che esso traduce sulla pagina. Una lingua – è stato fatto notare in proposito – sempre usata «come strumento per rivelare scoperte e precisioni, non per nascondere ambiguità».
2020/09/04 10:58:04



