Dopo 'Il rogo di Berlino' e 'Lasciami andare, madre', Helga Schneider continua, con una lucidità e una fermezza al tempo stesso pietose e implacabili, a scavare nella memoria personale e collettiva del Novecento, a testimoniare sulle atrocità di cui si è macchiato. Questa volta, assumendo su di sé il carico di un dolore non suo, ci trasmette il racconto affidato, nell'estate del 1949,a lei bambina da un piccolo profugo prussiano.
2020/08/30 16:47:40



