Roma ti fa sentire un re e nello stesso tempo un disperato. È un intreccio fantasmagorico e meraviglioso di vegetazione pubblica e privata, artistica e storica, sociale e turistica, religiosa e mafiosa, umana e aliena, istituzionale, internazionale e fecale, dovetutto si avviluppa e non si capisce dove inizia l'inizio e finisce la fine, dove idee, progetti, sfide, truffe, lavori pubblici, eventi, partiti, associazioni, fondi di investimento, società, nascono e muoiono nello stesso momento, in un continuo sparire e riapparire dove il capo è la coda. Un vero e proprio eventificio, che macina giubilei. Olimpiadi, santificazioni, pellegrinaggi, concertoni, marce della pace, con una catena di montaggio infinita. Ma Roma è anche bella, bellissima, sublime, se la vedi all'alba e senti un'emozione che diventa dolore quando il lungotevere si tinge di porpora e sul fiume biondo sfilano con riflessi cangianti imonumenti circostanti. Roma ti entra ipodermicamente nel sangue e t'illanguidisce. Come un bacio incompiuto o un abbraccio a metà. Prefazione di Vittorio Emiliani.
2020/08/28 04:44:05




