Napoleone con la sua armata sbarca in Egitto, vicino ad Alessandria, il 2 luglio 1798. Di quella avventura scrivono qui due testimoni d’eccezione e di tradizioni culturali radicalmente diverse. Il primo, Vivant-Denon (1747), scrittore, disegnatore, archeologo, erudito pervaso dallo spirito dei Lumi- il secondo, Abdel Rahman El-Gabarti (1754), ulema, esponente dell’élite culturale e religiosa islamica del suo tempo, osservatore acuto e straordinariamente libero dai pregiudizi della sua casta. Dai passi delle due cronache che questa ampia scelta mette a confronto sembra di ascoltare un dialogo che, all’insaputa dei rispettivi compatrioti, l’arabo e il francese intrattengono su un evento che li oppone e li unisce al tempo stesso. Un evento dal quale l'Egitto e la Francia escono per sempre diversi perché il loro sguardo sul mondo ne è trasformato. L'Egitto vedrà ormai diversamentel'avvenire, e la Francia diversamente il passato. Il primo viene a contatto con i frutti del 1789, con le idee di libertà individuale, di uguaglianza dei diritti, di onnipotenza della ragione. La seconda, scoprendo l'Egitto dei faraoni, trova le sorgentidi una Storia dell'umanità che non è più cristiana o europea, ma universale. Le voci di Denon e El-Gabarti testimoniano del primo straordinario incontro tra l’Europa.
2020/08/30 12:57:00



