Alla conclamata propensione antintellettualistica che accomuna le destre del Novecento, la destra italiana ha aggiunto un tratto specifico: l'estraneità, o meglio la bellicosa contrarietà a una cultura nazionale repubblicana dominata dalla pregiudiziale antifascista. Con identico sprezzo ha continuato a liquidare registi, scrittori, filosofi, accanendosi particolarmente contro gli storici, accusati per decenni di falsificare i fatti. Dopo Fiuggi, e le varie svolte politico-ideologiche, in quale misura è cambiato questo atteggiamento?
2020/10/27 01:31:24



