Quattro personaggi intrecciano negli Emigrati la loro vita con quella dell’autore:Henry Selwyn, brillante chirurgo e uomo di mondo, ritiratosi in tarda età nella torredi una casa della campagna inglese dove Sebald affitta in gioventù un appartamento-Paul Bereyter,promeneur walseriano e maestro elementare del futuro scrittorein una scuola di paese- il prozio Ambros Adelwarth, cameriere negli hotel dilusso di mezzo mondo e maggiordomo presso l’alta società- il pittore Max Ferber,compagno di lunghe conversazioni serali a Manchester. Quattro personaggi legatialle vicende del popolo ebraico, spaesati ed errabondi, di cui Sebald ripercorre ilcammino andando in cerca di amici e testimoni, diari, documenti, ritagli di giornali,fotografie, cartoline, e intessendo come sempre parola e immagine fotografica– in un’investigazione che è anche indagine sul proprio sradicamento.Se in Austerlitz Sebald si ritrarrà sullosfondo, qui è egli stesso a prendere in manoil filo del ricordo, dispiegando una struggente sinfonia dei senza casa: dall’inizioin sordina del primo movimento, lacerato da uno sparo finale, al corpo asceticodel maestro Bereyter disteso sopra i binari, con l’abetaia innevata sullo sfondo, allastoria di Ambros Adelwarth, dove il tripudio di luci, profumi, colori declina nelleatmosfere cupe di una clinica psichiatrica, fino al lento ripiegarsi di una vita frale brume di Manchester, nelle penombre dei pub al porto o dell’atelier dove Ferberdisegna e cancella senza tregua la propria opera.
2020/08/29 14:41:49



