Santo, delinquente, veggente… Arthur Rimbaud, con la sua breve opera, non è solo il fondatore della poesia moderna, ma rappresenta un mito umano tanto sfuggente quanto ineludibile. Per l’autore di questa biografia letteraria e filosofica, Rimbaud è soprattutto l’uomo condannato a vivere nelle contraddizioni che pure riconosce con estrema chiarezza, il ribelle assoluto, “prima d’ogni esperienza”, dilaniato tra l’orrore per la vita e la volontà di non morire. Il rumeno Benjamin Fondane – poeta e filosofo allievo diSestov e scomparso ad Auschwitz nel 1944 – è stato uno dei più originali pensatori del Novecento, forse l’unico a seguire contemporaneamente le strade della poesia e della filosofia senza che l’una diventasse l’ancella dell’altra. La sua è una biografia poetica e filosofica, che non si compiace dello scandalo e non si disperde nell’aneddotica, ma riesce a scandagliare, grazie anche auna scrittura limpida, intensa e sempre appassionante, le profondità della poesia e della rivolta di Rimbaud. Attraverso la vita e l’opera del poeta, Fondane sviluppa la sua riflessione etica e metafisica sull’esistenza, sul significato dell’arte e sull’identità.
2020/08/30 13:38:56




