Iago tesse la sua rete maligna come un ragno. Nel momento decisivo della battaglia Riccardo III chiede disperato un cavallo. Macbethsi sente come un orso legato al palo. Margherita d'Angiò è una tigre in veste di cigno. «Poeta della realtà», come il Dante di Contini, Shakespeare si serve delle figurazioni zoomorfe per interpretare con esiti altrettanto degni di ammirazione i sussulti della storia e i moti dell'anima. Nei drammi storici, e poi in “Otello”, “Antonio e Cleopatra”, “Re Lear”, qui analizzati dall'autrice con puntigliosa cura, la permeabilità fra mondo animale e mondo umano, nutrita di metafore e immagini possenti, consente a Shakespeare di parlare all'uomo del nostro tempo con una voce sempre nuova.
2020/09/27 04:55:29



