Se fosse possibile prendere alcuni elementi da un antico poema epico, condensarli in pochi concetti fondamentali, poi aggiungere personaggi storici ed importanti opere d’arte, spargere il tutto su un tavolo per assemblare qualcosa di nuovo… probabilmente quel che ne uscirebbe sarebbe molto interessante. Se a tutto questo si aggiungesse la capacità di immaginare un futuro dal sapore post-apocalittico, ci sarebbe anche quella piccola pennellata che somiglia alla fantascienza. E se tutto questo ruotasse attorno ad un denominatore comune, ad un luogo che ritorna costantemente, come il tema portante di una sinfonia, allora si creerebbe anche una sensazione di inspiegabile familiarità. Se dalla Rivoluzione Francese alla fine dell’Ottocento, se dai primi anni del Ventesimo Secolo alle avvisaglie dell’Undici Settembre, se da una tempesta solare ad una nuova era… se in tutto questo ci fosse un filo conduttore, sarebbe una storia magnifica, da raccontare. Se tutto questo fosse possibile, allora avremmo in mano “L’Albergo dei Gatti”. E visto che è così… evidentemente tutto questo è possibile. Lo è perché qualcuno lo ha realizzato con una penna eccezionale.E’ stato Giovanni Cordero.
2020/08/29 12:40:25




