Nome fittizio, identità sconosciuta, straordinaria capacità di raccontare senza nessuna retorica e nessun compiacimento la lotta armata e gli anni di piombo, e le tappe che, dagli espropri proletari, alle manifestazioni, agli scontri violenti con la polizia, portano prima alla clandestinità, poi ai morti e alla scia di sangue. A distanza di anni viene legittimo chiedersi: chi è Giorgio? Si è mai pentito? ha pagato il suo debito con la giustizia degli uomini? La lotta armata è ancora il suo credo? oppure vive in mezzoa noi e porta con sè il suo segreto?
2020/08/29 09:29:54



