Questa nuovaedizione del Codice del Lavoro illustra il panorama normativo risultante dalla completa attuazione del cosiddetto Jobs Act, mediante i decreti legislativi emanati nel corso del 2015, ai quali sono stati, da ultimo, apportati «correttivi» con il decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185. Si tratta di interventi che hanno profondamente modificato i lineamenti tradizionali del diritto del lavoro, incidendo sul livello di tutela della parte tradizionalmente «debole» del rapporto, ma senza purtroppo arrecare, almeno nel breve periodo, quell’atteso miglioramento del quadro macroeconomico complessivo. Stando ai primi dati disponibili, infatti, sembra che si siano rivelati poco efficaci i «contratti di ricollocazione», la sostanziale «sterilizzazione» dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, il riordino della normativa in materia di sostegno del reddito del lavoratore in costanzadi rapporto di lavoro, la riforma dell’attività di vigilanza, l’agevolazione di «politiche attive del lavoro», l’inasprimento dellasorveglianza sui lavoratori, e tutti i restanti innesti in un tessuto normativo già caratterizzato da scarsa sistematicità. Di tutte queste innovazioni il presente codice fornisce puntuale riscontro, evidenziando le ultime modifiche apportate dai seguenti interventi normativi: L. 29 ottobre 2016, n. 199 (Contrasto ai fenomeni di lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricolturae di riallineamento retributivo nel settore agricolo)- D.Lgs. 29 ottobre 2016, n. 203 (Ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi in qualità di lavoratori stagionali)- D.Lgs. 3 novembre 2016, n. 214 (Tribunale unificato dei brevetti)- L. 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di bilancio 2017)- D.Lgs. 29 dicembre 2016, n. 253 (Ingresso e soggiorno dei dirigenti, lavoratori specializzati, lavoratori in formazione di Paesi terzi nell’ambito nei trasferimenti intra-sociatari)- D.L. 30 dicembre 2016, n. 244 (cd. Milleproroghe).
2020/08/30 17:10:12




